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Paragrafo 1 . La guerra nel Vietnam.

     
Terminata la seconda guerra mondiale, ebbe inizio la decolonizzazione,
ossia  quel vasto processo che si protrasse fino alla met degli  anni
Settanta,  e in qualche caso anche oltre, e che port all'indipendenza
di  numerose  nazioni asiatiche ed africane e alla fine  degli  imperi
coloniali.   Ne  parleremo  estesamente  pi  avanti  (vedi   capitolo
Quindici), per avere un quadro organico e vedere i collegamenti con le
vicende  successive  delle  ex  colonie;  qui  analizzeremo  solo  gli
avvenimenti   che   ebbero   un  maggiore  impatto   sulle   relazioni
internazionali.
     Nel  corso  dell'occupazione giapponese in Indocina il  movimento
politico-militare  Viet  Minh (lega per l'indipendenza  del  Vietnam),
fondato  da  Ho  Chi Minh (pseudonimo di Nguyen Ai Quoc),  formato  da
varie  componenti politiche, ma di fatto egemonizzato  dai  comunisti,
organizz la lotta per la liberazione del paese dai giapponesi, che lo
avevano  conquistato  durante  la  guerra,  e  dai  francesi,  che  lo
detenevano  come colonia dal 1883. Il 2 settembre del  1945,  dopo  la
capitolazione del Giappone, Ho Chi Minh proclam l'indipendenza  della
repubblica  democratica del Vietnam. La Francia  si  oppose,  tentando
prima  una soluzione per mezzo di trattative diplomatiche, fallite  le
quali, pass alla guerra. Questa si protrasse per otto anni, durante i
quali  la  Francia ebbe il sostegno finanziario degli USA,  mentre  le
forze vietnamite vennero rifornite di armi dall'URSS e dalla Cina.  Il
conflitto  si  concluse nella primavera del 1954,  quando  i  francesi
subirono una decisiva sconfitta nella piana di Dien Bien Phu.
     Alla  successiva  conferenza di Ginevra  del  luglio  1954  venne
sancita  l'indipendenza  del Laos e della  Cambogia;  il  Vietnam,  in
attesa  di  elezioni  generali in tutto il paese  per  decidere  sulla
riunificazione fra nord e sud, venne diviso in due parti da una  linea
provvisoria di demarcazione lungo il 17
     
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     parallelo.  Questa  divent in realt il confine  tra  due  stati
differenti  e  contrapposti: la repubblica del Vietnam del  nord,  con
capitale  Hanoi e presieduta da Ho Chi Minh, che adott un modello  di
tipo  socialista;  il  Vietnam del sud, con capitale  Saigon,  con  un
governo  guidato da Ngo Dinh Diem, che instaur un regime  autoritario
legato  agli  Stati  Uniti  e  rifiut di  partecipare  alle  elezioni
generali previste dagli accordi di Ginevra.
     Contro  il  regime  sudvietnamita si form allora  il  fronte  di
liberazione  del sud Vietnam, di ispirazione comunista e  formato  dai
cosiddetti  vietcong,  che organizzarono la guerriglia,  riforniti  di
armi  da Hanoi, che a sua volta si avvalse del sostegno della  Cina  e
dell'Unione  Sovietica. In aiuto di Saigon gli Stati  Uniti  inviarono
numerosi  consiglieri militari americani e dal 1961, su decisione  del
presidente  Kennedy,  i marines, un corpo specializzato  di  fanti  da
sbarco.
     Nel 1964, dopo uno scontro a fuoco nel golfo del Tonchino tra  un
cacciatorpediniere statunitense e alcune motosiluranti nordvietnamite,
il  presidente  Johnson ottenne dal congresso l'autorizzazione  ad  un
maggiore   impegno  militare:  l'aviazione  americana  inizi   allora
sistematici bombardamenti sul Vietnam del nord, mentre il  numero  dei
soldati impegnati nella guerra sal progressivamente fino a superare i
500.000.  L'impiego  di un crescente numero di  uomini  si  accompagn
all'uso  di mezzi sempre pi sofisticati e distruttivi; per  stroncare
la guerriglia, le campagne vennero sottoposte a massicci bombardamenti
e al lancio delle devastanti bombe al napalm e dei defolianti chimici.
     I  guerriglieri vietnamiti comunque riuscirono a resistere e  nel
febbraio  del 1968 scatenarono un vasto contrattacco, che  invest  le
zone  meridionali  del paese, compreso Saigon, mettendo  in  crisi  la
strategia  militare degli Stati Uniti. Questi cominciavano a  trovarsi
in difficolt anche politiche sia interne che esterne, in seguito alla
sempre pi ampia e decisa condanna della guerra da parte dell'opinione
pubblica  internazionale ed americana. Washington  accett  allora  di
intavolare  trattative  di pace a Parigi e  nel  1969,  mentre  queste
avevano inizio, avvi il graduale ritiro delle truppe.
     Nel    frattempo,   per,   il   presidente   Nixon   tent    di
"vietnamizzare"  il  conflitto, cercando di dar vita  ad  un  esercito
autosufficiente sudvietnamita, istruito, armato e pagato  dagli  Stati
Uniti,  e contemporaneamente mantenne gran parte della forza aerea  ed
estese le operazioni militari alla Cambogia e al Laos. In meno  di  un
anno gli aerei americani sganciarono 1.200.000 tonnellate di bombe, la
met  di  tutte  quelle lanciate nel mondo durante la  seconda  guerra
mondiale;   le  citt  nordvietnamite  di  Hanoi  e  Haipong   vennero
praticamente rase al suolo dai superbombardieri B52.
     Agli  inizi  del  1973,  dopo cinque anni  di  trattative,  venne
firmato  un  accordo a Parigi, che stabil l'immediata cessazione  dei
combattimenti,  il  ritiro delle truppe americane  entro  sei  mesi  e
l'inizio  di  negoziati tra i due Vietnam per decidere tramite  libere
elezioni la riunificazione del paese.
     Si  tornava dunque a quanto deciso a Ginevra nel 1954,  dopo  una
guerra  rovinosa sia per il Vietnam che per gli Stati Uniti; il primo,
con  un territorio grande quanto l'Italia, colpito da una quantit  di
esplosivo  superiore a quella usata su tutti i fronti nel corso  della
seconda  guerra  mondiale, ne usciva con ingentissimi  danni  umani  e
materiali; i secondi, oltre ai rilevanti costi umani (60.000  morti  e
pi  di  100.000  mutilati), dovettero affrontare tensione  sociale  e
contrasti politici, originati sia da un malessere psicologico di massa
     
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     per  una  guerra  cos  disastrosa sia dal  dibattito  sul  ruolo
internazionale  degli Stati Uniti e sulla legittimit  dell'uso  della
forza a sostegno di esso.
     Dopo  il  ritiro  degli Stati Uniti, in Vietnam  i  combattimenti
proseguirono   fino  alla  primavera  del  1975,   quando   le   forze
nordvietnamite ed i vietcong condussero con successo l'attacco  finale
contro  le forze del sud. Con la conquista di Saigon, avvenuta  il  30
aprile  del  1975, il conflitto ebbe finalmente termine. Nel  1976  il
paese   venne   unificato  con  la  proclamazione   della   repubblica
democratica  del  Vietnam,  guidata dal  partito  comunista  e  legata
all'Unione  Sovietica.  Nel  frattempo si  erano  formate  repubbliche
socialiste anche nel Laos e nella Cambogia.
